Fuori e all'intorno
2010-2012
— Foto installazione con stereografie / Photographic installation with stereographs

:: IT
Attraverso questi ambienti urbani, l'umanità è passata ed è trascorsa, per ragione di un nomadismo incerto, lasciando poche tracce "Fuori e all'intorno", segni che sono ormai soltanto materia per l'archeologia.
Vale per queste immagini la sensazione che si conserva per i paesaggi post-bellici, per i luoghi di atavica memoria: un'idea di incompletezza, chiaramente suggerita dall'assenza di limiti, di una fine che possa essere visibile a occhio nudo.
La luce è senz’altro l’elemento dominante in queste opere oniriche, in cui la natura consegna un’evanescenza singolare ma realisticamente detta. Qui è evidente il passaggio di una qualche umanità indistinta, che è trascorsa e il cui ritorno è atteso e in questo caso, possibile.
(Elvira Buonocore, curatrice)
estratto dal saggio critico per la mostra Nulla di troppo: assenze e i loro spazi di esercitazione, 2016.
:: EN
[…] Through these urban environments, humanity has passed through and gone by, due to uncertain nomadism, leaving few traces “Out and Around,” marks that are now merely material for archaeology.
[...] The feeling conveyed by these images is similar to that preserved for post-war landscapes, for places of ancient memory: an idea of incompletion, clearly suggested by the absence of limits, of an end that could be visible to the naked eye.
[...] Light is undoubtedly the dominant element in these dreamlike works, in which nature delivers a singular but realistically portrayed evanescence. Here, the passage of some indistinct humanity is evident, one that has gone by and whose return is expected — and in this case, possible.
(Elvira Buonocore, curator)
Excerpt from the critical text for the exhibition Nulla di troppo: assenze e i loro spazi di esercitazione (Nothing Excessive: Absences and Their Spaces of Practice), 2016.












